About
A lot of time ago, I wasn't alone. My family, my friends, and he.. Yes, and he. My only reason, my only smile. He was everything for me..
Ero felice, come nessuno, promessa all'uomo che amavo, il principe dei mari di ghiaccio. L'avevo incontrato poche volte nella mia vita, ma mai avevo perso la stima di lui: bello, intelligente, romantico.. vivevo sognando quel giorno in cui sarei stata sua, in una promessa per sempre.
Dicevano tutti che ero la piu' bella fra le mie sorelle, principesse dei regni del mare di mezzo, la piu' talentuosa, una piccola perla, e che lui non avrebbe potuto fare a meno di amarmi. Nonostante questo, le mie tre sorelle non erano gelose: quel regno di immense immobili sculture di gelo, il palazzo dei colori dell'aurora boreale, tutto ciò che per me era un sogno per loro era 'dannatamente freddo', e basta. Ne ridevamo, nelle notti di luna, rannicchiate tutte nel mio letto, mentre assieme sognavamo il mio imminente matrimonio, ma dietro quelle risa si celava un triste pensiero: quel regno era tremendamente lontano, probabilmente non avremmo piu' avuto notizie le une delle altre per anni, quanto ci addolorava solo immaginarlo!
Ma i sogni sono le creature più fragili che il pensiero possa partorire...
Tutto finì. L'amore della mia famiglia, le promesse di quel desiderio di ghiaccio.. tutto per colpa del mio stesso destino.
Una notte, mancava solo qualche mese al mio matrimonio, gli incubi mi tormentarono: sognai terra calda e arida, lontana dell'acqua, sognavo di morire in quel deserto color dell'oro, soffocata dal sole che tanto amavo spiare oltre le onde; sognai cieli immensi, senza fine, senza vita, solitudine immensa e dolorasemente eterna. Credetti di vedere l'inferno, invece erano solo due dei volti del mio futuro. Ora, vivo nel mio incubo.
Mi svegliai con due grosse cicatrici bianche dai bordi nerastri che incidevano la schiena flessuosa che tanto aveva danzato ai raggi della luna, stroncata da un dolore immenso che partiva da quelle e cinceva il cuore in una morsa sanguinante di nero abisso. Inizialmente, tutti si dimostrarono premurosi e preoccupati, chiamarono medici, che inventavano malattie su malattie per giustificare quei segni. In realtà, tutti sapevano. Ma nessuno osava credere che quella terribile sorte fosse toccata alla figlia della regina..
Quelle come me vengono chiamate dee giustiziere, e sono temute in ogni regno dei tritoni. Sono le figlie della dea della morte, scelte da lei stessa per incarnarla, ragazze dalla particolare bellezza, candide e soavi, fragili e virtuose. Tritoni e sirene infatti vivono a lungo, e per loro non è prevista morte naturale; nonostante questo hanno la possibilità di riprodursi, e ciò crea uno squilibrio, anche se non consistente a causa della scarsità della loro prole, che va compensato. Non è una dea terribile che ha partorito una così triste sorte, nonostante l'ignoranza della maggior parte dei popoli del mare, è madre natura, che mise nelle mani di alcuni dei suoi figli armi terribili, e li costrinse a fare il lavoro sporco. La selezione naturale.
Ho due immense ali nere che mi permettono di compiere distanze enormi in poco tempo, una forza e un'equilibrio di molto superiori alla media, sono una seduttrice, per ogni razza, terrestre e marina. Sono nata per uccidere tritoni e sirene che, a causa dei troppi anni vissuti, rischino di diventare più potenti di me. E sono sola. Esiste un solo essere colpito da questo destino, fino alla sua morte, decisamente rara, momento in cui nascerà un'altra giustiziera.
Ho infiniti anni da vivere, e solo odio da parte di chi mi amava. Un solo dono mi, e a chi prima di me, ha fatto madre natura, un paio di polmoni, per vivere fra gli uomini, che ignorano chi sono.
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